Michele's profileTHE "AB URBE" CORNERPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    March 30

    Giornalista terrorista

    "Dedicato a chi c'è stato 100 volte in quegli autogrill e sa che se 99 volte va tutto bene, basta una sola cazzo di volta in cui uno alza le mani o la voce, per leggere il giorno dopo sui giornali che i tifosi sono sempre gli stessi e che bisognerebbe vietare le trasferte."
    Citavo questo nel mio ultimo intervento. Eccolì là, i giornalai (pardon, giornalisti...anzi, no, pardon un cazzo! GIORNALAI, PUNTO E BASTA!). Che cominciano a gettare merda a palate sul mondo dei tifosi, organizzati o meno.
    Beh, credo sia inutile farlo, ma faccio un riassuntino. Verso le 12.30/13.00, in un autogrill nei pressi di Asti,un ragazzo di 28 anni,Matteo Bagnaresi,  tifoso del Parma e diretto all'Olimpico di Torino per assistere a Juventus-Parma, è stato ucciso travolto da un pullmann che trasportava tifosi bianconeri. E' stata una fatalità, una tragica fatalità. Come tante ce ne possono essere. In autogrill come per strada. Ad un uomo in viaggio per lavoro come a un turista, come a un tifoso in trasferta.
    E invece no! Te pare? Se fosse successo ad un onesto padre di famiglia, sarebbe stata una disgrazia e basta. Ma siccome è successa ad un reietto della società,un sub-umano, e cioè, per capirci, un tifoso di curva, beh...automaticamente scatta ogni tipo di congettura possibile ed immaginabile. E lì che parte subito l'annessa campagna diffamatoria nei confronti del tifo violento e organizzato.
    La dinamica, secondo la questura (con le varie testimonianze raccolte) parla di tragica fatalità, non derivante assolutamente da scontri o tafferugli di vario genere. Non ci sono tracce di bottiglie rotte a terra, nè altri tipi di cocci, nè spranghe piegate, nè sassi...non ci sono testimoni esterni. Il benzinaio era di spalle e non ha visto nulla (ma anche se fosse stato di spalle, voglio dire, una situazione concitata l'avrebbe avvertita, no? Delle urla, qualcosa, in certi momenti si capiscono...e invece nulla).
    Ma gli idioti giornalisti possono farsi scappare un'occasione così ghiotta? E allora giù a inventare stronzate...parte Vepubblica, e subito si parla di scontri tra le opposte tifoserie che avrebbero causato la fuga repentina del bus che avrebbe poi investito Matteo. Prosegue poi Mediaset..e qui si superano davvero. Bisogna fargli anche qualche complimento, perchè solo delle menti contorte possono inventare delle genialate così. Arriva l'intervista telefonica di un sedicente testimone (dai suoi racconti, tifoso bianconero a bordo del bus) che parla di pullmann circondato da centinaia di tifosi gialloblu (tra cui, anche molti sessantenni e pensionati che con le loro "spranghe" di legno tentavano l'assalto ai tifosi bianconeri...ma immaginatevi la scena!) alcuni tifosi che sono saliti a bordo del pullmann per tentare di aggredire, rubare telefonini e portafogli, stuprare ragazze a bordo, e tentare,se possibile, di ammazzare i tifosi bianconeri presenti. E con quelli rimasti a terra, aggredire a cintate, bastonate, sprangate e bottigliate l'autobus...e con il povero Matteo tentare di mettersi di fronte al pullmann come se si trattasse del famoso ragazzo a piazza Tienanmen di fronte a un carrarmato.
    Tesi subito smentita dal questore di Asti, (come dicevo prima) che dice che non ci sono stati segni di colluttazione, nè tantomeno tracce di bottiglie rotte, sassi o quant'altro. E testimonianza smerdata anche dal presidente del Parma, Ghirardi, che conferma la teoria del questore, aggiungendo poi che erano presenti parecchi pensionati tra le file dei temibilii "hooligans" del Parma.
    Ciò nonostante, la pseudo-inviata all'autogrill di quella specie di tg che vorrebbe essere Studio Aperto millanta la sua versione, quella dell'assalto dei parmigiani al pullmann gobbo, quale versione ufficiale riguardo all'accaduto, arrogandosi il diritto di smentire quella del questore. Ma ci rendiamo conto? a che punto siamo arrivati?
    E forte di questa versione, Liguori (ma lo sappiamo, si è formato in Lotta Continua, perciò è avvezzo alla menzogna), supportato da Piccinini con la solita faccia di circostanza, reclama il provvedimento del divieto delle trasferte da attuare in maniera dura e definitiva, cioè con i tifosi che non possono muoversi per andare in trasferta in nessun caso, per scongiurare la piaga del tifo violento. Siamo al rincoglionimento più totale.
     
    E sono incazzato perchè questi esserini, indegni anche di far solo parte del genere umano, non solo tentano di infangare la morte di un ragazzo, tentando di costruire una storia inverosimile attorno solo perchè la vittima era un tifoso, e, dunque, come tale da eliminare. Ma anche perchè lo fanno attraverso i mezzi di comunicazione, che dovrebbero essere i più obiettivi possibili, tentando magari di evitare pareri a cazzate varie.
    E invece no.
     
    Siete delle merde, giornalisti del cazzo. Nemmeno la morte sapete rispettare.
     
    Solidarietà alla famiglia di Matteo.
    March 11

    When Sunday Comes...

    Dedicato a chi ama il calcio.
    Dedicato a chi pensa che quei maledetti 90 minuti possano anche valere un'esistenza intera.
    Dedicato a chi le più intense emozioni della propria vita le ha provate dentro a uno stadio e così anche le delusioni più appuntite.
    Dedicato a chi ha perso un padre o un familiare e, ricordandolo oggi, è comunque legata al calcio la prima immagine che gli viene in mente.
    Dedicato a quelli che Nick Hornby è il miglior scrittore vivente, anche se non lo hanno mai letto.
    Dedicato a chi tra una serata con la donna della propria vita e la partita sceglie comunque e sempre quei novanta minuti maledetti.
    Dedicato a chi parla con i terzini.
    Dedicato a chi non ha paura di cominciare un coro allo stadio.
    Dedicato a chi i tornelli gli fanno cagare.
    Dedicato a chi c'è stato 100 volte in quegli autogrill e sa che se 99 volte va tutto bene, basta una sola cazzo di volta in cui uno alza le mani o la voce, per leggere il giorno dopo sui giornali che i tifosi sono sempre gli stessi e che bisognerebbe vietare le trasferte.
    Dedicato a chi non può più entrare allo stadio perché ha scelto di non fare un passo indietro.
    Dedicato a tutti i forcaioli che non hanno mai conosciuto un carcere.
    Dedicato a chi s'è fatto mesi dentro senza un perché, mentre altri sguazzano tuttora in una poltiglia schifosa che si chiama impunità.
    Dedicato a chi si nasconde le facce dietro le sciarpe e il lunedì mattina presto va a lavorare in fabbrica in tram perché il Suv non ce l'ha mai avuto e mai ce lo avrà.
    Dedicato a chi ha sfondato quei vetri a Bergamo perché non si giocasse una partita di plastica, macchiata di sangue, ipocrisia e menzogna.
    Dedicato a chi, come noi, s'è sentito in dovere, domenica sera, di incontrarsi tutti insieme da qualche parte, come dopo l'11 settembre, quando ci si chiamava a vicenda per sapere se andava tutto bene e per capire cosa sarebbe stato giusto fare.
    Dedicato a chi non è mai stato razzista e mai lo sarà, epperò durante quei maledetti 90 minuti non c'è un nero che non sia un negro dimmerda esattamente come non c'è un pelato che non sia malato di leucemia.
    Dedicato a chi dice le parolacce e a chi non gliene frega un cazzo di vedere i bambini sulle spalle dei papà allo stadio.
    Dedicato ai caffè borghetti, uno duemila, tre cinquemila.
    Dedicato a chi non ha voglia di uscire, la domenica sera, se la propria squadra le ha prese.
    Dedicato alle macchine parcheggiate in quarta fila quando gioca la Juve.
    Dedicato a tutti quelli che il calcio non sarà mai solo uno sport.
    Dedicato a quelli che se non ci stanno due porte alle estremità, nemmeno lo chiamano SPORT.
    Dedicato a quelli che pure sul 7-1 per gli altri non lasciano il proprio posto allo stadio.
    Dedicato a quelli che non mangiano prima di un derby.
    Dedicato a quelli che vanno in trasferta: non riusciranno mai ad impedircelo, perché ci mischieremo, ci nasconderemo, ci guarderemo le partite arrampicati sugli alberi, sui piloni dell'elettricità, dappertutto, perché potrete levarci la vita da 80 metri di distanza ma non quei 90 minuti. Dedicato a chi passeggia per le strade della città ospitante cercando quel ristorante che gli hanno consigliato in curva la domenica prima. Dedicato ai viaggi di ritorno.
    Dedicato a chi guida.
    Dedicato a chi dorme.
    Dedicato a chi lo sa che non esiste nessuna grande opera d'arte al mondo e nella storia dell'umanità che possa dare la medesima emozione che corre sul filo tra il momento in cui l'arbitro fischia il rigore e l'attimo in cui il tuo giocatore si leva le mani dai fianchi.
    Dedicato a chi davanti a una carica della polizia non ha mai fatto marcia indietro.
    Dedicato a chi marcia dietro gli striscioni invece di criticare dalla poltrona del salone.
    Dedicato a chi è tornato a casa con le ossa rotta.
    Dedicato a chi a casa non c'è tornato più.
    Dedicato a chi ha detto no a matrimoni e amici per esserci.
    Dedicato a chi ha capito qualcosa in più della propria esistenza al minuto 94.
    Dedicato a chi pensa che ogni calcio d'angolo possa diventare goal.
    Dedicato a chi esulta stretto a perfetti sconosciuti.
    Dedicato a chi ha pianto e riso a crepapelle e che oggi non ha un solo ricordo che non sia legato in qualche modo a una partita di pallone.
    Dedicato a chi pensa che le donne non ne capiscano un cazzo.
    Dedicato a chi non ne vuole sapere la domenica.
    Dedicato a chi ci spende tempo, soldi e battiti di cuore nonostante lo schifo che c'è dietro.
    Dedicato a chi rallenta sempre, in macchina, quando passa davanti a un campetto di merda dove stanno giocando una partita di merda di cui si parlerà fino a giovedì.
    Dedicato a chi non sa niente di Londra, Madrid e Barcellona fatta eccezione per lo stadio.
    Dedicato a chi si manda gli sms dopo un gol con dentro scritto semplicemente: "Goooooool!".
    Dedicato a quelli che si danno appuntamento al bar.
    Dedicato a quelli che al bar ci rimarranno per sempre.
    Dedicato a tutte le sconfitte che ci siamo infilati nel culo per poi fottercene una settimana dopo, come se mai niente fosse accaduto.
    Dedicato a chi se lo sentiva.
    Dedicato ai profeti del pronostico.
    Dedicato a noi...