Michele's profileTHE "AB URBE" CORNERPhotosBlogListsMore Tools Help

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    February 12

    Che cazzo di periodo...

    Fase clou di un periodo strano, che credevo fosse cominciato bene...e invece, as usual, in qualche modo in quel posto la devo prendere. Te pare?
    Una cosa, dico una, che vada mai liscia come l'olio. Non è che chiedo tanto...almeno credo.
    E ora sono delle "situazioni particolari" ,e ora è il budget, e ora è la Roma, e ora sono gli esami, e ora è la politica. ECCHECCAZZO! Decideteve...mettetevi d'accordo n'attimo, non me potete rompe le palle tutti in una volta. Uno per volta vi affronto (e vi anniento)..tutti insieme no.
     
    -Per la prima, (ah che eufemismo..."situazioni particolari"..ahahaha, sono un genio) beh...cazzo, mò che ci penso credo sarebbe stata più gratificante una bastonata sulle costole in 10 contro 1. Almeno te lo aspetti e sai come parare o almeno attenuare la tramvata. Che poi, "non è il male nè la botta, ma purtroppo il livido" come canta il Liga. Ah, la mentalità da strada...(che cazzo c'entra non lo so, m'è venuta in mente...A bocca aperta No, vabbè, c'entra, lo so io che cosa c'entra).
    -La seconda, vabbè, cazzi miei di natura meramente pratica...Acea di merda.
    -La terza...macchestracazzo, ambiamo a lottare per lo scudo, e perdiamo 3-0 a siena e rischiamo de farce pareggià in casa con la Reggina. Se giochiamo così, non oso pensare alla partita col Real...
    .La quarta....MALEDIZIONE! Non riesco a concentrarmi come si deve. Viene sempre qualcos'altro prima di importante. Che cazzo je vado a dì ai prof? Le barzellette? eddaje su...
    -Quinta...VAFFANCULO! Come al solito per una poltrona in più la gente è capace pure di svendere i suoi militanti, il suo simbolo, la sua identità, fregandosene altamente di una tradizione fatta di ideali e uomini, di eroi e mezzeseghe, di gesta eroiche e altre del tutto vigliacche, di ragazzi che in nome di un'idea fanno sacrifici, consci che magari quei sacrifici non saranno ripagati, eppure li fanno lo stesso.
    Che cazzo c'abbiamo noi da spartire con chi predica il liberismo selvaggio, chi ha una tradizione studiata a tavolino  (leggasi come "non ha una tradizione")? Cazzo...a pensare che potremmo lottare fianco a fianco con gli azzurri...zio becero mi vengono i conati di vomito. Già alcuni dei nostri non sono degni di grossa stima (a livelli alti come a quelli giovanili)...mettici poi quegli 'altri. Dio, che schifo.
     
    Beh, dopo queste brevi e piccole delucidazioni...credo sia anche normale che mi girino vorticosamente i coglioni. No?
    E ascoltando Oskar degli Statuto che mi canta "Dov'è la mia forza di battermi e lottar? Ma perchè si è bloccata la mente?Lo so, con la morte nel cuore soffrirò...non si può esser sempre i più forti. Vorrei poter chiedere aiuto per urlar...dove son le mie corde vocali? Non c'è spiegazione sensata dentro me, per parlar ho bisogno del cuore. NO, MAI, QUEGLI INFAMI POTRANNO FESTEGGIAR...ora so chi mi ama davvero.Poi ho troppe cose da dire, e le dirò...griderò con più forza di prima. Torno a cantare, potrò gridare ancora al mondo sono qui!!!!" , ed il Liga che mi ribatte :"Per ogni ora passata in campo, e non ti sporchi neanche la maglietta...ci vuol sudore e un minimo di cuore se non vuoi lo zero a zero. Per ogni passo strisciato, stanco.. e, nel frattempo, tutto il resto è fretta, e la scelta è o resti fuori o corri per davvero..." mando affanculo tutto e tutti e vado a dormire.
     
     
    P.s.: vabbè, qualcosa di positivo c'è però. Il presente a Paolo Di Nella, e l'affissione e la veglia che lo hanno preceduto...beh, mi hanno lasciato dentro delle emozioni grandissime. Grazie! Di cuore...a chi di dovere!
     
     
     
     
    February 10

    In ricordo delle vittime delle foibe...

     
    Le Foibe ( dal latino "fovea", che significa "fossa"), non sono solo voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall'erosione di corsi d'acqua, che possono raggiungere anche i 200 metri di profondità, ma rappresentano anche delle inguaribili ferite nella memoria e nella coscienza di molti italiani. In quei luoghi dall'8 settembre del 1943 e fino a tutto il 1946, in Istria prima e poi nel territorio di Trieste e in gran parte della Venezia Giulia, i partigiani delle formazioni titine, cui erano in qualche caso aggregate formazioni partigiane italiane, usavano le foibe per eliminare, gettandoveli dentro, i "fascisti italiani, militari o civili che fossero. Ben di rado l'eliminazione fisica e il conseguente " infoibamento" avveniva mediante una semplice fucilazione. Comunemente, prima di essere gettati nelle fosse, gli uomini e le donne, rastrellati e strappati dalle loro case e condannati senza processo alcuno, venivano evirati, stuprati, accecati, torturati. Alcuni furono legati a cadaveri con filo spinato e quindi gettati vivi nei crepacci. Il numero così delle persone sterminate non è mai stato accertato. Nelle foibe furono precipitati civili d'ogni credo e colore politico, colpevoli esclusivamente d'essere italiani. I colpevoli di tali crimini non sono mai stati perseguiti.
    Ma quante furono le vittime delle foibe? Nessuno lo saprà mai! Di certo non lo sanno neanche gli esecutori delle stragi. Questi non hanno parlato e non parlano. D'altra parte è pensabile che in quel clima di furore omicida e di caos ben poco ci si curasse di tenere contabilità delle esecuzioni. Sulla base di vari elementi (escludendo Basovizza ) si calcola che gli infoibati furono alcune migliaia. Più precisamente, secondo lo studioso triestino raoul pupo, "il numero degli infoibati può essere calcolato tra i 4 mila e i 5 mila, prendendo come attendibili i libri del sindaco Gianni Bartoli e i dati degli anglo-americani".

    Alle vittime vanno aggiunti i deportati, anche questi a migliaia nei lager jugoslavi, dai quali una gran parte non conobbero ritorno. Complessivamente le vittime di quegli anni tragici, soppresse in vario modo da mano slavo-comunista, vengono indicati in 10 mila anche più. Belgrado non ha mai fatto o contestato cifre. Lo stesso tito però ammise la grande mattanza. In alto abbiamo accennato a Basovizza, ma cos'è? Occorre precisare che questa tristemente famosa voragine non è una Foiba naturale, ma il pozzo di una miniera scavato all'inizio del secolo fino alla profondità di 256 metri, nella speranza di trovarvi il carbone. La speranza andò delusa e l'impresa venne abbandonata. nessuno allora si curò di coprire l'imboccatura e così, nel 1945, il pozzo si trasformò in un grande, orrida tomba. Anche qui i deportati venivano prima catturati poi fatti salire in autocarri della morte questi, con le mani straziate dal filo spinato venivano sospinti a gruppi verso l'orlo dell'abisso. Una scarica di mitra ai primi faceva precipitare tutti nel baratro. Sul fondo chi non trovava morte istantanea dopo un volo di 200 metri, continuava ad agonizzare tra gli spasmi delle ferite e le lacerazione riportate nella caduta tra gli spuntoni di roccia. La maggior parte delle vittime venivano prima spogliate e seviziate.


    Per quanto riguarda specificamente le persone fatte precipitare nella foiba di basovizza, è stato fatto un calcolo inusuale e impressionante. Tenendo presente la profondità del pozzo prima e dopo la strage, fu rilevata la differenza di una trentina di metri. lo spazio volumetrico - indicato sulla stele al sacrano di basovizza in 300 metri cubi - conterebbe le salme degli infoibati: oltre duemila vittime! una cifra agghiacciante.

    ONORE AI MARTIRI DELLE FOIBE
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    Terra rossa, terra mia
    quando sono andato via
    ho affidato a te il mio cuore
    ti ho giurato eterno amore
    casa mia, terra mia
    terra rossa, sangue mio
    rosso il sangue dei miei padri, massacrati ed infoibati
    sangue il pianto dei miei padri, esiliati ed umiliati
    terra e sangue nel mio cuore
    terra rossa dolce amore
    lacrime della mia gente
    terra rossa che non sente
    il dolore mai lontano, del popolo istriano


    voglio torna, voglio tornare
    voglio torna, voglio tornare
    A casa mia!!

    Istria Fiume e Dalmazia
    né Slovenia né Croazia,
    terra rossa terra istriana
    terra mia terra italiana!!

    Istria Fiume e Dalmazia
    né Slovenia né Croazia,
    terra dalmata e giuliana
    terra mia terra italiana!

    Questa terra ho nelle vene
    questa terra mi appartiene
    terra nostra per la storia
    nel mio sangue la memoria
    terra e sangue sempre uniti
    non possono esser divisi
    terra mia santificata
    con il sangue terra sacra
    questa è la mia religione, l’unità della nazione
    religione insanguinata, religione della Patria
    terra pazzamente amata, terra mai dimenticata
    ogni vero Italiano è anche Dalmata e Giuliano!

    voglio torna, voglio tornare
    voglio torna, voglio tornare
    A casa mia!!


    Istria Fiume e Dalmazia
    né Slovenia né Croazia,
    terra rossa terra istriana
    terra mia terra italiana!!
    Istria Fiume e Dalmazia


    né Slovenia né Croazia,
    terra dalmata e giuliana
    terra mia terra italiana!!


    Istria Fiume e Dalmazia
    né Slovenia né Croazia,
    terra rossa terra istriana
    terra mia terra italiana!!


    Istria Fiume e Dalmazia
    né Slovenia né Croazia,
    terra dalmata e giuliana
    terra mia terra italiana!!
    Questa è Italia!! È casa mia!
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    February 08

    PAOLO VIVE

    Anche attaccare manifesti sul verde pubblico può essere mortale, mortale per chi come Paolo di Nella è un attivista Nazional Popolare. Paolo di Nella muore dopo sette giorni di agonia , aggredito il 2 febbraio mentre in viale Libia a Roma (quartiere Africano), alle ore 22.45 con una ragazza attaccava dei manifesti per pubblicizzare l’esproprio di una villa che sarebbe stata utilizzata come centro sociale e culturale con ampi spazi di verde pubblico totalmente mancante nel quartiere. Fu colpito alle spalle sulla testa con delle spranghe di ferro o delle chiavi inglesi.

    Le ragioni di quest'assassinio sono oscure. Ormai gli anni più duri erano passati, i rivoluzionari si stavano riciclando in politica, in insospettabili professionisti o si erano persi nell'oblio della droga. Ma anni di odio, di impunità, di compiacenza non potevano essere cancellati completamente.

    Dopo la vile aggressione Paolo torna a casa, verso le ore 01.30 si sente male (forti dolori alla testa) e i genitori lo portano d’urgenza all’ospedale. Durante il tragitto PAOLO perde conoscenza, dopo l’intervento chirurgico entra in coma irreversibile.

    I suoi camerati, durante i giorni di agonia si danno il cambio per stargli a fianco, giorno e notte presidiano il suo letto indignandosi sempre di più per le infamie che i giornali iniziavano a scrivere.. sordide e squallide storie. Il presidente della repubblica Pertini, si reca all’ospedale non riceve una buona accoglienza.

    PAOLO, muore alle 20.45 di mercoledì nove Febbraio, con il cranio fratturato come Sergio.

    Le indagini questa volta furono più solerti e furono fermati due autonomi, presunti responsabili dell'assassinio. I due vennero poi rilasciati e prosciolti per mancanza di prove. Inutili, fin ora, tutti i tentativi dei camerati di Paolo per far riprendere le indagini.

    Paolo amava il suo quartiere, e proprio in nome di questo amore aveva programmato una battaglia per l'esproprio di Villa Chigi, che voleva far destinare a centro sociale e culturale. Per far partecipare gli abitanti del quartiere a questa battaglia sociale, il 3 febbraio sarebbe dovuta cominciare una raccolta firme degli abitanti della zona.
    Paolo, impegnato in prima persona nell'iniziativa, aveva dedicato gran parte della giornata del 2 febbraio ad affiggere manifesti che la rendevano pubblica. Dopo una breve interruzione, l'affissione riprese alle 22.00. Durante il percorso non ci furono incidenti, anche se Paolo e la militante che lo accompagnava notarono alcune presenze sospette.
    Verso le 24.45 Paolo si accingeva ad affiggere manifesti su un cartellone, situato su uno spartitraffico di Piazza Gondar, di fronte alla fermata Atac del 38. Qui sostavano due ragazzi, apparentemente in attesa dell'autobus (N.B. in Viale Libia, non esistendo una linea notturna, dopo le 24.00 non passavano autobus). Non appena Paolo voltò loro le spalle per mettere la colla, si diressero di corsa verso di lui.
    Uno di loro lo colpì alla testa. Poi sempre di corsa, fuggirono per Via Lago Tana.
    Paolo, ancora stordito per il colpo, si diresse alla macchina, da dove la ragazza che lo accompagnava aveva assistito impotente a tutta la scena. Dopo essersi sciacquato ad una fontanella la ferita, ancora abbondantemente sanguinante, Paolo riportò in sede i manifesti e il secchio di colla.
    Verso l'1.30, rientrò a casa. I genitori lo sentirono lavarsi i capelli, muoversi inquieto e lamentarsi. Lo soccorsero chiamando un'ambulanza, che però arrivò quando ormai Paolo era già in coma. Solo nella tarda mattinata del giorno dopo, il 3 febbraio (tardi, maledettamente tardi per le sue condizioni), Paolo venne operato, e gli vennero asportati due ematomi e un tratto di cranio frantumato.
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    CAMERATA PAOLO DI NELLA...PRESENTE!!!

    February 04

    Robur Siena- ASRoma

    MANNAGGIA ALLA PUTTANA!! 3-0 dal Siena, impietoso e senza appello.
    Ma dove stracazzo stavano i nostri? Chi è sceso in campo veramente? Mi vengono in mente un sacco di teorie strampalate...la Cia li ha rapiti mandando in campo le brutte copie, per favorire l'Inter. Però se sò scordati de Giuly, piccolo com'è non l'avranno manco visto (e infatti è l'unico che ha giocato bene ieri). Oppure sono stati gli alieni a fare tutto, magari volevano capire come si gioca, si sono tramutati in forma umana dopo aver rapito i nostri e sono scesi in campo, e dato che sono pippe non ci hanno capito un cazzo. E pure in questo caso non avranno visto quel tappo di Giuly.
    Cioè, ma porca di una puttanissima ladra lesbica e pure senese...la Robur sembrava la Honved di Puskas! Come cazzo è possibile? E noi dovremmo lottare per lo scudetto?ahuahauhaua, ma vaffanculo, raccontatecene un'altra.
    Bah, meno male che è finita...con questa pseudo-squadra che ha mandato in campo Spalletti oggi, ne avremmo potuti prendere almeno altri 2. Poi dici perchè uno bestemmia...e grazie al cazzo! Ce le tirate dalle bocca...
    Soprattutto perchè, cazzo...ci stiamo giocando uno scudetto. E lo abbiamo perso in una partita di merda.Con il Siena, terzultimo in classifica, non con il Barcellona!
     
    L'unica nota che mi risolleva un pò il morale è stata la presenza ostinata di un manipolo di mitici tifosi romanisti, che in barba alle stronzate imposte dall'Osservatorio (di sta minchia) che ci aveva vietato la traferta, si è presentato lì, spavaldo e prepotente, in un settore diverso dal settore ospiti (chiuso...mah), segnando la propria presenza con un paio di bandiere affisse sulla vetrata, così come già successo a Genova. Che tralaltro risollevano un pò l'andamento della partita (assolutamente inguardabile) con un pò di sana goliardia. Tipo il coro per gli steward (che tralaltro si sono anche divertiti su queste note): "Quanto piji a fà lo steward/dimmi quanto quanto quanto/faccio i conti in tasca tua/Steward li mortacci tua". Assolutamente mitici.
    Non avete ancora capito...NON CI FERMA NESSUNO, DOVRETE ELIMINARCI UNO PER UNO!!
     
    Ultima cosa, per concludere, rivolta a quegli indegni scesi in campo ieri, riprendo uno striscione esposto dai formaggini tempo fa:
    "VI AVEVAMO CHIESTO DUE PALLE, CI AVETE DATO UNDICI COGLIONI!"