Michele's profileTHE "AB URBE" CORNERPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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January 22 Fiamma Tricolore irrompe al GFE’ stato pubblicato il 17 gennaio 2008 sulla Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale sul piano straordinario per la casa. Il decreto - che porta la firma dei ministri per le Infrastrutture Di Pietro e della Solidarietà sociale Ferrero - stanzia la somma di 543.955.500,00 euro al netto dello stanziamento previsto per la realizzazione di un Osservatorio nazionale e di Osservatori regionali sulle politiche abitative e delle spese da sostenere per l’attuazione della Convenzione con la Cassa Depositi e Prestiti.
Il governo stanzia soldi, si aiutano a vicenda politici con politici, ma dalla parte dei poveri cristi non c’è mai nessuno. Anzi, alcune persone ci sono, e stanno lottando per il diritto alla casa. Lottano e si battono, ma non hanno uno stralcio di visibilità in nessuno organo di stampa. Che fanno, allora? Questo spazio… se lo prendono. Con un’irruzione in diretta alla trasmissione Grande Fratello. Questa sera infatti a ponte Milvio, nei pressi di una ridicola bolla di plastica trasparente, sono stati ascoltati slogan del tipo: “mutuo sociale emergenza nazionale”. A gridare un gruppo di militanti della Fiamma Tricolore. Alessia Marcuzzi interrompe il collegamento con l’esterno per evitare interferenze. Le prima agenzie parlano di persone armate, la Marcuzzi dallo Studio dice che la violenza non è mai la soluzione migliore. Ma la Fiamma già annuncia querela perchè i militanti che inneggiavano al mutuo sociale non avevno neanche un tagliaunghie. La domanda che ci poniamo è: la casa è un gioco? Se non è un gioco quanto torto hanno avuto i militanti della destra radicale (a parte quella di essere di destra, che già di per se è una colpa eheheh ) a rivendicare un diritto sacrosanto? segue il comunicato dei “colpevoli” Gianluca Iannone e Giuliano Castellino
Clamorosa protesta della Fiamma Tricolore a Roma; un centinaio di militanti del partito, insieme a esponenti del Coordinamento per il Mutuo Sociale e del movimento delle OSA – occupazioni a scopo abitativo – hanno fatto irruzione nella casa trasparente allestita a Ponte Milvio dalla produzione del Grande Fratello. Con slogans quali “mutuo sociale urgenza nazionale” e “a fine mese d’affitto morirai” hanno interrotto la diretta ed inscenato un protesta che, a detta del portavoce, Gianluca Iannone “vuol significare, senza mezzi termini che la casa non è un gioco.” “A Roma le richieste per alloggi residenziali pubblici sono circa 30.000, a fronte di una politica in materia che vede l’Italia fanalino di coda per stanziamento del PIL, appena lo 0,07% annuo.” “Ciò nonostante – continua Iannone – il sindaco di Roma approva, dopo più di 30 anni, il nuovo piano regolatore ed, a fronte dei milioni di metri cubi elargiti a costruttori e multinazionali del commercio, non individua un solo metro quadro per costruire nuovi alloggi popolari. Noi chiediamo che venga presentato in Parlamento il progetto di legge per il Mutuo Sociale, vera ed unica soluzione per l’emergenza abitativa”. Prosegue Castellino – presidente provinciale romano di FT – stigmatizzando come “già sia iniziato il valzer della gogna mediatica. Le agenzie parlano già di distruzione della bolla del grande fratello, parlano gruppi armati di coltelli, ma si scontreranno presto con un’altra verità, che apparirà, senza filtri, sul sito you-tube.” “Niente coltelli, niente distruzioni, solo lo sdegno di chi ritiene che la gente di Roma e d’Italia, meriti amministratori migliori di quelli che propinano ridicole trasmissioni e che lasciano migliaia di famiglie in mano a palazzinari e speculatori di ogni risma”. “Nel silenzio totale che i media hanno alzato intorno alla nostra proposta di legge, la Fiamma Tricolore tenta di abbattere, con pacifiche ma eclatanti manifestazioni di dissenso, il muro di omertà e connivenze che impedisce a politici e giornalisti di fare il proprio dovere”. Da "censurati.it
GRANDISSIMI!!!! January 15 Buon anno, uomini liberiIn questi ultimi giorni la gente è stata solita scambiarsi gli auguri di buon anno. Un "felice anno nuovo" non si nega a nessuno: al vicino antipatico con il quale si è litigato tante volte, al capoufficio odioso o al professore stronzo, al collega e/o "compagno" di classe o corso invidioso e arrivista, a quel negoziante che ci ha tante volte derubati sul peso...
Il buonismo imperante induce a farlo, e durante il periodo natalizio, chissà mai perchè, ci si dovrebbe sentire tutti più buoni. Noi non siamo mai stati buonisti, e non abbiamo nessuna intenzione di augurare un buon anno indiscriminato: che sia buono per alcuni, ma ci auguriamo che sia pessimo per i nemici dei popoli, per gli sfruttatori, per gli usurocratici.
Allora buon anno a tutti coloro che rifiutano di omologarsi nel pensiero unico, che continuano a ragionare con la loro testa e che non accettano la storia preconfezionata intrisa di bugie.
Buon anno a tutti coloro che combattono per arrivare alla fine del mese con salari indecenti, ma che non si sono rassegnati ed hanno ancora voglia di lottare per ristabilire la centralità del lavoro.
Buon anno a tutti quelli che hanno stracciato la tessera dei sindacati ammaestrati ed ora sono diventati loro stessi le avanguardie sindacali nel posto di lavoro.
Buon anno ai giovani che non si rincoglioniscono nelle discoteche alla moda, che non indossano solo abiti firmati e non guardano alla cilindrata dell'automobile per farsi nuovi amici.
Buon anno ai ribelli che non ci stanno a farsi ghettizzare solo perchè seguono la loro squadra del cuore.
Buon anno agli abitanti delle periferie, perchè non sono cittadini di seconda serie, e buon anno a quelli che invece resistono nei centri cittadini senza farsi espropriare da chi vorrebbe farli diventare oasi private per il potere e per i ricchi.
Buon anno a quasi tutti gli immigrati, regolari e clandestini, almeno a quelli attirati in Italia con falsi miraggi e sfruttati come nuovi schiavi: che possano presto tornare a casa loro per costruire là una società prospera.
BUON ANNO A TUTTI GLI UOMINI LIBERI.
Tratto (con alcune piccole aggiunte mie) dal comunicato del gruppo SBT88 della Samb ( http://www.sbt88.com ) January 10 10/01/79- 10/01/08 : Alberto Giaquinto Presente!A Roma l'atmosfera e tesa. Blindati e forze dell'ordine in tenuta anti sommossa, i ringhiosi si riuniscono in gruppi urlanti contro le provocazioni fasciste e per difendere la loro democrazia. Tutti i camerati cercano di convergere verso Acca Larenzia con cortei spontanei. La reazione dei tutori dell'ordine è immediata, feroce e spietata. Partono dei colpi d'arma da fuoco: ALBERTO GIAQUINTO (17 anni) cade ferito a morte alla nuca.
La sera stessa dell'assassinio i telegiornali di regime trasmisero la notizia dipingendo Gianquinto come armato e pericoloso e fermato da un coraggioso agente di polizia, poi per altro condannato per quest'assassinio da un tribunale di questa repubblica. Poca importanza dette l’opinione pubblica all’autopsia e alle innumerevoli testimonianze che smentirono la versione ufficiale, la quale sosteneva che ALBERTO fosse armato, e che il "tutore dell’ordine" avesse "solo" risposto al fuoco del ragazzo, un fuoco ed un’arma che esistevano solo nelle menti di chi architetto quella ignobile messinscena. A tale proposito vi è la testimonianza di un militante di Democrazia Proletaria, che assistette all’omicidio, ed ebbe a dire quanto segue: "Poi ho sentito lo sparo ed ho visto un ragazzo a terra. Stava morendo, ma quei tipi hanno allontanato tutti i cittadini che volevano portargli soccorso; lo hanno lasciato sul selciato per più di venti minuti scosso come da brividi di freddo. Ricordo come tremasse quel corpo. Non aveva pistole né vicino né lontano da lui, quel ragazzo non aveva fatto niente per morire così! Noi siamo nemici del fascio però mica siamo assassini!". Dopo due ore di agonia, ALBERTO muore, mentre tre solerti agenti di pubblica sicurezza piombano in casa sua alla ricerca di chissà cosa; non trovano niente, se ne andranno scornati. Alla memoria del giovane Giaquinto fu intitolata una sezione del F.d.G. milanese, poi conosciuta come "La Giaquinto" che fu molto attiva tra la fine degli anni 70 fino al 82. La stessa "Giaquinto" pubblicò per qualche tempo una rivista militante. Ad Alberto Michele di Fiò dedicò una canzone "Italia"
10/01/1979 - 10/01/2008 CAMERATA ALBERTO GIAQUINTO PRESENTE!!! January 05 7 Gennaio, Acca Larenzia"...poi una sera di Gennaio resta fissa nei pensieri, troppo sangue sparso sopra ai marciapiedi, e la tua generazione scagliò al vento le bandiere, gonfiò l'aria di vendetta senza lutto nè preghiere. su quei passi da gigante, per un attimo esitare, scaricando poi la rabbia nelle auto lungo il viale, fra le lacrime ed i vortici di fumo, da quei giorni la promessa di restare tutti figli di nessuno". Onore e giustizia per i camerati caduti nella strage di Acca Larenzia. E per tutti gli altri camerati caduti.
Ecco il video dello scorso corteo. CAMERATI PRESENTI!!! |
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